MANIFESTO PER UNA BERGAMO SOSTENIBILE

 


Il territorio che abitiamo appartiene a tutti: vogliamo un futuro della città fondato non su interessi particolari ma sulle aspirazioni collettive dei cittadini di oggi e dei cittadini del domani.

 

Il “nostro”  territorio e la “nostra” città sono in uso temporaneo a noi, cittadini di oggi, per conto delle future generazioni; devono essere gestiti in quest’ottica e non concepiti come un insieme di proprietà e di interessi particolari (legittimi ma parziali) da cui trarre il massimo profitto economico.
Le trasformazioni urbanistiche spesso si sono rivelate miopi nel tempo, se non addirittura in aperto contrasto con i bisogni della collettività mentre c'è forte esigenza di scelte lungimiranti.
Un esempio su tutti per Bergamo: come sarebbe ora, la città, dal punto di vista urbanistico, economico e sociale se in passato non si fosse scelto di creare il “Parco dei Colli”?

 

Il territorio che abitiamo è la nostra ricchezza ed è un patrimonio finito: ogni sua trasformazione deve essere operata in modo attento e parsimonioso

 

L'ambiente e il contesto urbano in cui viviamo sono elementi fondamentali della qualità della vita. Il suolo, l'aria, l'acqua, il sistema agro ambientale nel loro insieme rappresentano beni finiti e si fondano su equilibri delicati, da preservare e tutelare. Per porre un freno all'involuzione sociale e urbanistica della città occorre assumere l'obiettivo e il vincolo della sostenibilità: fermare il consumo di territorio, tutelare le aree verdi ed agricole dentro e attorno alla città, ricreare le condizioni ambientali di tutela della salute dei cittadini, ripensare il modello di mobilità.

 

L’informazione è un nostro diritto: vogliamo trasparenza nelle decisioni

 

Il cittadino deve essere messo in grado di conoscere e comprendere in modo chiaro, semplice, trasparente e diffuso, obiettivi e logiche delle trasformazioni urbanistiche che vengono proposte sin dall'inizio dei procedimenti. I cittadini non sono un incidente o un fastidio nel processo decisionale. In alcune sue disposizioni l’Unione Europea ha sancito il diritto irrinunciabile dei cittadini ad essere informati su progetti e programmi di trasformazione del territorio e gestione dei beni comuni, stimolando in tal modo esperienze positive di urbanistica partecipata che hanno coinvolto diverse amministrazioni locali, anche nel nostro Paese.

 

La partecipazione è fatta di azioni concrete: vogliamo costruire insieme i progetti che riguardano la trasformazione del nostro territorio

 

La partecipazione dei cittadini alla "gestione" del territorio li rende protagonisti e favorisce una "cura" dei luoghi realizzabile solo da chi li abita. L'Amministrazione deve costruire un processo innovativo di partecipazione con regole e procedure condivise. I cittadini hanno il diritto/dovere di contribuire a disegnare la propria città (cittadinanza attiva): tale funzione non può essere prevalentemente attribuita a chi intende soprattutto trarre vantaggio economico dalle trasformazioni territoriali. Il percorso partecipativo non si deve limitare ad affrontare gli aspetti decorativi di un progetto o i dettagli dell'organizzazione di uno spazio pubblico, ma deve seguire il progetto in tutte le sue fasi, preparatoria e progettuale, decisionale ed esecutiva.

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